IN CHE MONDO VIVIAMO

C’è un problema nel mondo della comunicazione che è sociale...

IAP: Art. 9 - VIOLENZA, VOLGARITA’, INDECENZA

La comunicazione commerciale non deve contenere affermazioni o rappresentazioni di violenza fisica o morale o tali che, secondo il gusto e la sensibilità dei consumatori, debbano ritenersi indecenti, volgari o ripugnanti.

DAI VALORE ALLE TUE IDEE

per una nuova era del family engagement per sostenere i brand e la loro reputazione...

IL MODELLO PROPOSTO:

C’è un limite entro cui deve stare la comunicazione?

IAP: Art. 11 - BAMBINI E ADOLESCENTI

Una cura particolare deve essere posta nei messaggi che si rivolgono ai bambini e agli adolescenti o che possono essere da loro ricevuti...

PREMIA IL TUO BRAND

Una “firma di qualità” per valorizzare la tua attività

PERCHE’ CONTINUARE?

La frase più pericolosa in assoluto è: perchè abbiamo sempre fatto così! - cit. Grace Hopper

COMUNICA DA UN NUOVO PUNTO DI VISTA:

Per strategie comunicative e operatività che puntano al valore della famiglia.

 

PLACTING INCONTRA GIACOMO PIROZZI

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Il fotografo UNICEF ci racconta il mondo visto con i suoi occhi ed i suoi progetti in progress

In un’afosa giornata di Luglio, siamo gentili ospiti di Giacomo Pirozzi presso la sua deliziosa abitazione di campagna. Ci aspetta per parlare di un progetto con Pinocchio di C. Collodi di cui è molto entusiasta e a cui avrebbe piacere collaborassimo anche noi di Placting, ormai al terzo anno di progetto e sempre più convinti del valore di una comunicazione orientata alla famiglia ed attenta al terzo settore, dove i brand possono e devono fare di più. Lo sfondo mozzafiato delle colline toscane è già una perfetta cornice e complice la stessa provenienza del fotografo e di alcuni di noi [ ndr Placting ha una sede anche a Salerno, città che da i natali al fotografo], riusciamo a convincerlo a scambiare alcune battute che suonano un po’ come un’intervista.

Al celebre fotografo brillano subito gli occhi quando iniziamo a fare alcune domande sulla sua attività: un infaticabile e nomade reporter che negli anni ha realizzato numerosissime immagini iconiche provenienti da tutto il mondo e che grazie al suo lavoro ci ha permesso di poter soffermare lo sguardo su zone del pianeta totalmente dimenticate dai media e dall’opinione pubblica. Ecco cosa ci ha risposto, dopo aver fatto prima a contarci i paesi del globo in cui non è ancora stato:

D: Fotografo UNICEF dal 1990: sono 26 anni che cattura immagini e storie d’infanzia da tutto il mondo.  Com’è  iniziata questa collaborazione?

R: Ho cominciato con un programma chiamato Junior Professional Officer x giovani professionisti che fanno un’esperienza di 2 anni con un’agenzia delle Nazioni Unite. Io fui selezionato per l’UNICEF perché sociologo laureato su una tesi sul lavoro minorile

portrait-giacomoD: Cosa le hanno insegnato fino ad oggi i suoi viaggi ed il suo lavoro?

R: Tutto. Non c’è niente di più istruttivo del viaggiare. Il viaggio è cibo per la mente e il cuore e non ci lascia mai indifferenti, ci apre al mondo, ci rende più sensibili ai problemi del mondo e ci fa sentire cittadini del mondo e non appartenenti solo a un Paese o persino ad una regione.

D: Quali emozioni la portano a scattare una fotografia?

R: La necessità è proprio quella di trasferire emozioni che poi sono quelle che vivo mentre sono a contatto con la gente che incontro. Lavorando per lo più con l’infanzia e con i bambini più svantaggiati e vulnerabili è facile lasciarci emozionare e capita sempre anche se si fa questo lavoro da tanti anni. Alle volte basta l’abbraccio di un bambino in un orfanotrofio che ha bisogno di attenzione e affetto a coinvolgermi emotivamente! 

D: Cosa ne pensa della comunicazione etica e sociale oggi? Lei è un pioniere in questo campo: cosa crede si possa fare ancora?

R: Penso che i media in generale hanno ‘sfruttato’ troppo la sofferenza umana per fare audience e hanno contribuito a creare degli stereotipi difficili da cambiare sui paesi in via di sviluppo specialmente africani. Penso che il rispetto della dignità umana debba essere alla base della comunicazione visuale e che siano necessarie delle immagini più positive che mettono l’accento sulle tante iniziative e progetti che ci sono proprio nel mondo dello sviluppo. L’Africa ad esempio non può sempre essere presentata come un caso senza speranza perché sarebbe una visione falsa e parziale di un continente che ha invece tanta energia positiva!

D: A quale progettualità sta lavorando attualmente?

R: A parte il lavoro di documentazione di routine che faccio per l’UNICEF in giro per il mondo, sto dedicando molto tempo alla raccolta di immagini scattate dai ragazzi durante i miei seminari di fotografia che organizziamo in giro per il mondo specie a seguito di guerre civili o calamità naturali. In dieci anni di lavoro abbiamo messo insieme un archivio significativo che ci permetterebbe di pubblicare un libro che raccoglie immagini e storie raccontate dai bambini e adolescenti e che illustrerebbe i grandi eventi dell’ultimo decennio proprio dal loro punto di vista. I minori sono i più vulnerabili in tutte le situazioni di emergenza!

D: E poi arriva Pinocchio, giusto?

R: Esatto! Dallo scorso Ottobre viaggio con un Pinocchio! Mi è stato dato dalla toscana Fondazione Collodi, Pinocchio è infatti nato in Toscana! É incredibile quanto sia popolare tra i bambini di tutto il mondo! A quanto pare il libro de “Le Avventure di Pinocchio” è stato tradotto in moltissime lingue ed è il libro più tradotto dopo la Bibbia ed il Corano! La mia idea è quella di collezionare storie di bambini da varie parti del mondo che hanno ricevuto una visita da Pinocchio! Il viaggio di Pinocchio può aiutare bambini ed adulti ad imparare di più sugli altri bambini del mondo e su quello che significa essere bambini nelle differenti culture. E’ un progetto in cui credo molto.

Davvero una bella idea che siamo felici di “sposare” attivando il nostro impegno nel fundraising: Giacomo Pirozzi è infatti non solo un uomo davvero carismatico, ma anche l’espressione dell’immensa esperienza dei suoi tantissimi viaggi in giro per il mondo, un mondo vissuto profondamente come è possibile leggere dal suo volto. Anche lui è per noi una testimonianza del fatto che dietro ogni grande gesto o grande arte, c’è una persona come tante dall’animo nobile.

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